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CD CODICI
TSK Tipo scheda
BDI
LIR Livello di ricerca
C
NCR CODICE REGIONALE
NCRN Numero catalogo Regione Siciliana
BDI 000048
LC LOCALIZZAZIONE
PVC LOCALIZZAZIONE
PVCP Provincia
PA
PVCC Comune
Monreale
ZUR ZONA URBANA ®
ZURD Denominazione ®
DI
ZEX ZONA EXTRAURBANA
ZEXD Denominazione
DI
PER PERCORSO PROCESSIONALE ®
PERL Luogo
All’aperto
PERS Percorso
Parte dalla chiesa del SS. Salvatore - via Antonio Veneziano fino al canale - Corso Pietro Novelli fino al‘abbriviraturi; scende di nuovo dalla stessa via fino a Via Garibaldi (scinnuta ru Signuri) - via Venero - corso P. Novelli (detta "Varanni" via grande) - via Roma - piazza Vittorio Emanuele II giro completo della piazza via B. D'Acquisto - via Palermo via Umberto I - salita Collegiata - ricollocazione del simulacro al‘interno del cappellone della Chiesa del SS. Salvatore.
OC AREA DI ORIGINE-CRONOLOGIA
OCC LOCALIZZAZIONE
OCCP Provincia
PA
OCCC Comune
Monreale
OCD Datazione
1625/05/03
OG OGGETTO
OGT OGGETTO
OGTD Definizione
Processione del SS. Crocifisso
OGTQ Qualificazione
Patronale
OGTL Definizione locale
Prucissioni ru Patruzzu Amurusu
OGTY Categoria ®
Festa//cerimonia
CN OCCASIONE
CNR Occasione religiosa
SI
CNC Occasione civile
NO
CNA Ciclo del‘anno
S. Croce//3 Maggio
CNV Ciclo della vita
DI
CNS Ciclo stagionale
capodanno primaverile
CNP Ciclo produttivo
DI
RN RICORRENZA
RNP Periodicità
annuale
RNI Data inizio
2006/05/03
RNF Data fine
2006/05/03
DF DATI ANALITICI
DRB Descrizione del bene
Le celebrazione del festa del 3 maggio, iniziano alle ore 11,00 con il solenne Pontificale nella Chiesa della Collegiata. Alle 13,30, circa, alcuni membri della confraternita del SS. Crocifisso prelevano dal‘altare il simulacro, facendolo scivolare orizzontalmente tra le braccia degli altri confrati posti in fila, in posizione speculare, ai piedi del‘altare. A questo punto il simulacro viene alzato in posizione eretta e incassato nello zoccolo della "vara"; collocata nella prima sezione del corridoio centrale. Dopoavere infilato le due aste negli appositi alloggiamneti posti ai quattro lati, il fercolo, accompagnato dai fedeli, viene condotto fuori la chiesa, per la discesa delle scale fino alla parte posteriore del‘edificio dinanzi il pannello di maiolica che raffigura la Sacra Immagine. Durante questa sosta di un paio ‘ore, alcuni confrati, posti in equilibrio precario sopra il fercolo, ricevono dai devoti oggetti e fiori che vengono strusciati sul simulacro al fine di ricveverne le proprietà taumaturgiche. Dal‘inizio della processione cesti di petali di rose vengono lanciati dalle finestre e dai balconi dando al rito una suggestione festosa pregna di riti antichi. Il SS. Crocifisso, viene spostato nella zona absidale del pennello maiolicato, al centro della strada in via Umberto I sotto il cosidetto "Tusello" sostandovi fino alle ore 18,00. Nel frattempo la Confraternita che si era radunata presso la chiesa di San Castrenze (altro patrono di Monreale) alle ore 16,00, si muove dopo u‘ora alla volta della vara ancora ferma. Dopo il triplice salutodegli stendardieri, come segno di venerazione re di rispetto, i confrati cominciano ad addobbare il fercole con le quattro ruote infiorate collocandole sui quattro lati dello zoccolo. Alle ore 18,00 in punto, al primo suono della campanella, accompagnato dai classici colpi di mortaio, "i botti", si dà inizio alla processione. Il corteo attraversa le vie principali del paese, sostando ad ogni incrocio. In alcuni punti strategici (al‘abbiviraturi, allo spasimo, al‘1,00 di notte in piazza Vittorio Emanuele), si assiste ai giochi ‘artificio e alle 3,00, circa, del giorno successivo, il Crocifisso ritorna alla Collegita per essere posizionato nel cappellone.
DRN Leggende e miti di fondazione
Le feste religiose sono quasi sempre legate alla scansione agricola del tempo e ai ritmi astronomici. In esse culti pagani e cristiani vivono in perfetta simbiosi, manifestandosi, con tutto il loro vigore, durante le processioni. La festa del SS. Crocifisso affonda le sue radici in questo humus, reso ancora più fertile, dalle leggende popolari e dagli eventi storici. Il periodo in cui ricade, è da collegare alle celebrazioni della rigenerazione cosmica, simboleggiata dalla primavera. Il letargo agricolo per le popolazioni celtiche che occupavano buona parte del‘Europa durante ‘età precristiana, iniziava la notte del 31 ottobre con la celebrazione della notte di Halloween, duramte la quale i morti entravano in comunicazione con i vivi, sovvertendo tutte le leggi che regolavano gli uomini. Il semestre terminava il 30 aprile, data che segnava il passaggio dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita. La madre terra, che aveva accolto i semi nel suo ventre, ora era pronta a partorirli con tutta la sua forza vitale. Come in tutti i riti che segnavano un passaggio stagionale, durante quella notte, si danzava e banchettava, investiti da u‘atmosfera orgiastica. Sulla notte aleggiava lo spirito della Grande Madre, regolatrice e dispensatrice del ciclo della vita. Dopo la cristianizzazione europea, con la graduale conversione dei riti pagani, si diffuse la credenz, secondo la quale, durante la notte del 30 aprile, streghe e stregoni si dessero convegno, abbandonandosi a delioranti festini. La figura della Grande Madre venne sostituita da quella di Santa Valpurga (710-778), cui venne affidato il compito di cacciare gli spiriti infernali. La Santa, badessa del monastero tedesco di Heideuhein, presso Eichstatt, fu sepolta il I maggio nella chiesa di Santa Croce. Secondo le credenze precristiane, il I maggio era il giorno in cui veniva festeggiato ‘inizio del rinnovamento cosmico in cui ‘elemento principe, eletto a simboleggiarlo, era un albero sfrondato. In Svezia si portava nei villaggi un gan pino e, dopo averlo fissato al suolo, vi si danzava attorno allegramente; i celti usavano appendere una corona primaverile su un tronco, festeggiandolo con tornei e gare. Ma ‘albero, nel‘accezione sematica del termine, altro non è che ‘uomo stesso, immagine che concilia il basso con ‘alto, la morte con la vita. In molte culture antiche è paragonato al‘asse del mondo attorno a cui è disposto ‘universo e, nel‘iconografia cristiana, è proprio il simbolo della vita: lo svolgimento del suo ciclo annuale, allude al ciclo della nascita, della morte e della resurrezione. Ma è proprio col legno del‘"albero della conoscenza" del Paradiso, che si è poi fabbricata la Croce di Cristo: ‘Albero che ha riportato la salvezza nel mondo. Nel Prefazio della Messa del giorno del‘esaltazione della Croce si legge: "Nel‘albero della Croce tu hai stabilito la salvezza del‘uomo perchè donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita e chi dal‘albero treva vittoria, dal‘albero venisse sconfitto". Dal punto di vista simbolico, la Croce è in stretto rapporto, come ‘albero, al‘asse verticale che unisce lo zeniti al nadir. Con ‘avvento della cristianizzazione europea e il conseguente processo di normalizzazione avviato dalla chiesa, la gfesta della celebrazione del Capodanno primaverile, viene convertita nella festa del‘Invenzione della Croce, cui si fa risalire, erroneamente, un episodio fatto ricadere il 3 maggio del 628. Quel giorno, si diceva, che i persiani avessero rstituito la Santa Croce rubata dal loro re Cisroe Prviz al‘imperatore bizantino Erachio. L'accostamento al popolo mediorientale, come usurpatore e profonatore della Santa Croce, può essere, anche ricontrato nella leggenda popolare che riguarda il ritrovamento del Simulacro di Monreale. Il Pitrè narra che in tempi molto antichi, alcuni cristiani di Monreale, di Boccadifalco e di Altarello di Baida, s'imbarcarono per andare in Barberia. Durante la navigazione, s'imbatterono in una nave turca, il cui equipaggio giocava con un crocifisso. Scandalizzati dalla profamazione, vollero comprare il simulacro, spendendo tutto il denaro di cui erano provvisti. Tornati a Palermo, ognuno di loro ne contese la proprietà quindi si arrivò al‘accordo di far trasportare il Crocifisso su un carro tirato da buoi, liberi di imboccare qualsiasi strada. Gli animali, privi di guida, scelsero la via per Monreale fermandosi nel punto dove ora sorge la Chiesa della Collegiata e dove venne custodito. Sempre secondo la leggenda, si dovrebbe tratatre del vero ritratto di Gesù Cristo in quanto, un alto personaggio, venuto da Alesasndria ‘Egitto a Monreale osservando il Crocifisso esclamò: -E' desso! E' desso. Di questo Crocifisso si parla tanto in Alessandria e da tutti si crede che esso sia quello che somigli davvero a Gesù Cristo. Ub altro racconto narra che un monrealese, proprietaro di un giardino di rose, andò a Palermo per venderne dei fasci. Non trovando nessun acquirente si avviò per buttarli in mare. QWui un marinaio glieli chiese barattandoli con un Crocifisso che aveva in barca. La statua, mancante della testa, fu adagiata sopra un carro tirato dai buoi, e trasportata fino a Monreale, prorpio là dove oggi sorge la Chiesa della Collegiata. Chiusa al‘interno della Cappella esistente in quel luogo fu ritrovata il terzo giorno completa di testa. (Il ritrovamenteo della statua priva di testa si riscontra anche nella leggenda popolare sulle origini del simulacro del Crocifisso di Lascari, la cui festa ricade la seconda domenica di maggio). Grandi sono le proprieta taumaturgiche e i miracoli che miracoli che nel‘arco dei secoli sono stati attribuiti al SS. Crocifisso di Monreale. Nel 1622 una grande carestia colpisce il paese, fondamentalmente di economia agricola. Nel mese di maggio di quel‘anno avendo implorato la divina misericordia, viene portato in processione per le vie della città il SS. Crocifisso. La richiesta fu accolta e per otto giorni piovve abbondantemente sulle campagne saziandole di acqua. Stesso miracolo è riportato in documenti archivistici firmati dal‘Arcivescovo Girolamo Venero, riguardo al‘11 aprile del 1625, giorno in cui per le stesse ragioni fu condotto in processione il Santo Simulacro. Nella primavera del 1624 si era sviluppata a Palermo una violenta epidemia di peste bubbonica. La popolazione della vicina Monreale temeva il contagio. L'arcivescovo, noncurante della propria incolumità apprestò le dovute cure, distribuendo da Buon Pastore, i sacramenti tra gli infermi. Colpito dalla malattia, volle trascinarsi fino al‘altare maggiore della chiesetta del SS. Salvatore e celebrarvi messa. Il miracolo avvenne. Mentre elevava ‘ostia, durante la consacrazione, sentì scoppiare dalle ascele i bubboni della peste. Pieno di commozione annunciò ‘evento ai fedeli; era il 3 Maggio del 1625. Sul pavimento del‘altare, nel quale egli celebrava erano sparsi petali di fiori, soprattutto rose ed egli ebbe la prontezza, dettata dalla fede, di distribuirli tra i presenti per preservarli dalla pestilenza. I fiori beenedetti arrivarono nelle singole case operando miracoli. Si racconta, che i petali venissero, fino a qualche secolo fa, ripiegati, e ridotti in poltiglie, venissero somministrati con acqua, per preservare o guarire dale malattie. Da allora durante la festa del SS. Crocifisso si assiste ad un tripudio di fiori: altare e fercolo ne sono gremiti e i petali vengono lanciati anche dalle finestre durante la processione. Questo rito rimanda ai Floralia, festa in onore della dea Flora, potenza vegetativa che fa fiorire la natura e la bella stagione. Le feste si tenevano a Roma al circo Massimo proprio dal 28 Aprile al 3 Maggio. Il valore simbolico assegnato alle rose, risale al mito di Adone, figura che simboleggia la morte e la rinascita. Infatti, dopo la sua morte, dal suo sangue sbocciarono rose. Nella simbologia cristiana, il loro calice rimanda al simbolo del‘amore che sopravvive alla morte e alla rinascita, qundi è strettamente legato al sangue versato da Gesù Crocifisso.
AT ATTORE INDIVIDUALE ®
ATT ATTORE
ATTI Ruolo
DI
ATTB Contesto culturale
DI
ATTM Mestiere o professione
DI
DNA DATI ANAGRAFICI
DNAP Provincia
DI
DNAC Comune
DI
TC ATTORE COLLETTIVO ®
TCD Denominazione
Confraternita del SS. Crocifisso
TCS Sede
Chiesa di S. Onofrio
TCA Annotazioni
Il 3 maggio è il giorno più solenne per la confraternita e i settori, di cui è composta: Fratelli, Probandi, Novizi e Adulti, devono offrire tutto il loro impegno per la riuscita spirituale della celebrazione. Tutti i confrati che prendono parte alla Processione sono obbligati ad indossare la divisa prescritta: camicia e pantaloni bianchi, fazzoletto bianco sul capo, fascia rossa, stretta ai fianchi e la tovaglia con ‘immagine del Crocifisso dipinto che, pende sul davanti, dalla vita alle ginocchia. Qualche confrate è scalzo, ma tutti gli altri calzano scarpe bianche. Durante la processione, dal‘inizio al‘arrivo, i confrati che reggono la "vara" devono camminare tutti insieme formando un solo gruppo, diretto dai due capoasta. E' consuetidine ricevere durante la processione mazzi di fiori che, posti, benedetti, al‘interno del fercolo, ritornano poi ai fedeli che ne fanno richiesta. Le fermate sono quelle tradizionali ed è proibito cambiarle. Si può fare qualche sosta straordinaria per malati o per altri motivi giustificati. Durante questi momenti vengono ammessi al bacio molti bambini.
DU DOCUMENTO AUDIO
DUL Titolo
Festa
DUF Formato
DI
DUI Indice
DI
DUB Abstract
DI
DUG LOCALIZZ. GEOGR.-AMMIN. DEL SUPPORTO AUDIO
DUGP Provincia
DI
DUGC Comune
DI
DUP COLLOCAZIONE SPECIFICA DEL SUPPORTO AUDIO
DUPN Denominazione archivio
DI
DV DOCUMENTO VIDEO-CINEMATOGRAFICO
DVL Titolo
DI
DVF Formato
DI
DVI Indice
DI
DVB Abstract
DI
DVG LOCAL. GEO-AMM. SUPPORTO VIDEO-CINEMATOGR.
DVGP Provincia
DI
DVGC Comune
DI
DVP COLLOCAZ. SPECIF. SUPPORTO VIDEO-CINEMAT.
DVPN Denominazione archivio
DI
FD DOCUMENTO FOTOGRAFICO
SGT SOGGETTO
SGTI Identificazione
Processione del SS. Crocifisso di Monreale
SGTT Titolo
Processione del SS. Crocifisso di Monreale
SGTQ Quantità
15
SGTN Indice
fot. 01 SS. Crcocifisso; fot. 02 Il simulacro viene staccato dallo zoccolo; fot. 03 Il simulacro viene sceso dal cappellone; fot. 04 Il simulacro viene alloggiato nella "vara"; fot. 05 Il presidente del comitato dei festeggiamenti fa da contrappeso; fot. 06 Discesa della "vara" per la scalinata della Collegiata; fot. 07 Sosta del simulacro davanti il pannello maioliocato; fot. 08 Alcuni membri della confraternita ricevono dai fedeli i mazzi di rose; fot. 09 La "vara" si sposta dalla zona absidale del pannello con il capoasta anteriore che guida i confrati; fot. 10 Il simulacro viene collocato sotto il "tusello": fot. 11 Bambini avvicinati al simulacro; fot. 12 Ragruppamento degli stendardi davanti il Crocifisso; fot. 13 Triplice saluto degli stendardieri; fot. 14 Il corteo si snoda attraverso le anguste vie del Centro; fot. 15 Gonfalone della città di Monreale con militari in alta uniforme.
MTX Indicazione di colore
C
FDG LOCALIZ. GEOGRAF.-AMMIN. DELLA FOTOGRAFIA
FDGP Provincia
PA
FDGC Comune
Palermo
FDP COLLOCAZIONE SPECIFICA DELLA FOTOGRAFIA
FDPN Denominazione archivio
Archivio fotografico della Soprintendenza Regionale Beni Culturali e Ambientali di Palermo


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